Le danze interpretate dal Balletto dell'America Santa Lucia sono nate in tempi e luoghi differenti fra loro, ma appartengono tutte alla più genuina tradizione dei popoli andini e latino - americani.

Ogni coreografia ha una sua ragione d'essere, da ricercarsi nelle credenze mistiche e religiose o nei rituali legati alla vita agricola e ai ritmi dei raccolti, senza trascurare le numerose influenze dovute ai contatti con le civiltà che si instaurarono sul continente americano nei secoli successivi alla conquista spagnola.

Qui di seguito, una rapida descrizione del significato di ciascuna interpretazione:

 

ALCATRAZ (Afro - Peruviano)

Molto popolare alla fine del XIX secolo, prende il nome da un volatile andino il cui piumaggio viene utilizzato per confezionare un "atuendo de plumas", sorta di piccolo fascio di piume che la donna porta legato alla vita e dal quale sporge una piuma più lunga.

Caratterizzato dal ritmo di percussioni tipicamente africane, il ballo si compone di tentativi ripetuti da parte dell'uomo di incendiare con la fiamma di una candela le piume indossate dalla compagna, la quale cerca a sua volta di impedirlo con movimenti ritmici del bacino. La danza si protrae in una simulata gara di resistenza fino alla vittoria di uno dei due.

 

 

CARNAVAL MESTIZO (Danza popolare andina)

Fa parte delle tradizioni del carnevale andino, celebrato nel mese di febbraio. Il nome "mestizo" (meticcio) gli deriva dalla sua origine in parte indigena in parte spagnola, particolarmente visibile quest'ultima nella foggia dei costumi. Inizialmente simile per tutto il territorio, questa coreografia è andata mutando nel tempo, discostandosi nei dettagli a seconda delle regioni.

 

 

CUMBIA (Colombia)

La Cumbia è forse la danza che meglio rappresenta la fusione avvenuta fra le tre culture presenti in sudamerica: la tradizione indigena, la cultura europea dei conquistadores e quella africana degli schiavi da questi deportati. Il ritmo delle percussioni africane si armonizza inaspettatamente con il suono dei flauti colombiani, dando vita ad una nuova musicalità sulla quale si muove una coreografia in cui l'uomo simboleggia la razza africana e la sua lotta per la conquista della donna indigena. L'incontro fra queste due culture, da cui è sorta la razza mulatta, è avvenuto per causa o per merito della presenza coloniale europea, qui rappresentata attraverso costumi di foggia tipicamente spagnoleggiante.

 

 

FESTEJO (Afro - Peruviano)

Danza dei giorni di festa, durante il periodo della colonizzazione spagnola era tipica degli insediamenti di schiavi. Si tratta di una serie di passi dalla forte connotazione afro, caratterizzata dall'uso massiccio di strumenti a percussione, fra i quali spicca il "cajon". Tale strumento è costituito da una cassa di legno opportunamente realizzata in modo da simulare un sedile, al fine di poter essere conservato nelle abitazioni ed utilizzato in particolari occasioni a dispetto dei divieti d'uso e proprietà di qualsiasi tipo di strumento musicale da parte degli schiavi.

 

 

HUAYLASH ANTIGUO (Perù)

Danza del folclore agricolo, il Huaylash antiguo rappresenta le varie fasi dell'agricoltura, dalla semina al raccolto. Accessorio peculiare di questo ballo è il "Takillacta", rudimentale strumento agricolo costituito da un ramo a forcella che veniva utilizzato per dissodare la terra. I passi che compongono la coreografia si ispirano ai movimenti dell'uomo durante il lavoro dei campi.

 

 

HUAYLASH MODERNO (Perù)

Evoluzione del Huaylash antiguo, si balla per celebrare l'epoca della raccolta delle patate, principale mezzo di sostentamento delle comunità agricole montane. Il passo caratteristico di questa danza, lo "zapateo", viene eseguito sulle piazze dei paesi in un continuo crescendo, con l'intento di sollevare dense nuvole di polvere che fungano da richiamo ai festeggiamenti per gli abitanti dei paesi limitrofi. Nato come manifestazione popolare, il Huaylash è oggi rappresentato principalmente sui palcoscenici dei festival folclorici dell'area latino-americana.

 

 

MARINERA NORTEÑA (Perù)

Originariamente nota col nome di "Zamacueca", questa danza assume il nome Marinera nel 1879, in onore della marina militare peruviana. Ne esistono diverse varianti a seconda della collocazione geografica; si possono distinguere le versioni del nord, della zona di Lima, della regione del Puno o ancora dell'altipiano andino. Si tratta di una danza di corteggiamento nella quale il confronto fra il cavaliere e la dama avviene attraverso una serie di movimenti del corpo, sguardi ed espressioni del viso. In questa variante la danza mostra il temperamento altero della donna del nord, che tiene testa con disinvoltura ai tentativi di seduzione del cavaliere per cedere soltanto al termine.

 

 

MARINERA PUNEÑA (Perù)

Variante della Marinera tipica della regione del Puno, si distingue nettamente dalla versione del nord per il differente atteggiamento della donna, non più sicura di sé e in grado di gestire con naturalezza gli approcci dell'uomo, bensì timida e pronta ad arrossire con estrema facilità. Il fazzoletto che nella prima versione veniva agitato con grazia, ora serve quasi da rifugio contro gli sguardi penetranti del cavaliere, peraltro più tenero e impacciato rispetto al focoso conquistatore visto nella versione norteña. Questa danza è il preludio obbligatorio ad un altro ballo molto popolare, la "Pandilla", un huayno danzato in gruppo alla quale i giovani partecipano nelle occasioni di festa.

 

 

SAN JUANITO (Ecuador)

Danza popolare andina, viene proposta in tutte le regioni dell'Ecuador in occasione delle feste più importanti. Particolare risalto in questa coreografia è data alla figura femminile, che spicca per la vivacità dei colori del costume e degli accessori, oltre che per la vivacità dei movimenti, in contrasto con la figura dell'uomo, dal costume scuro e dai movimenti misurati, quasi a simboleggiare il contrasto fra la forza virile e la grazia muliebre.

 

 

TUNTUNA (Perù - Bolivia)

Nota anche col nome di "Danza de los caporales", si danza durante le feste più importanti e durante il carnevale nella zona dell'altipiano al confine fra Bolivia e Perù. Durante queste celebrazioni i ragazzi in età di matrimonio escono sulle strade sotto la guida dei "caporali", figure dominanti della gerarchia agricola, per esibire le proprie qualità. I ragazzi catturano l'attenzione con manifestazioni di forza fisica ed agilità, mentre le ragazze rispondono con movenze dolci e con quel pizzico di civetteria che da sempre caratterizza la donna andina.

 

 

HUAYNO (Perù)

Danza di origine preispanica, il Huayno è oggi largamente diffuso fra le popolazioni andine. Ne esistono diverse interpretazioni, a seconda della zona geografica, tuttavia la sede di origine di questo genere artistico è da identificarsi con il Cuzco, capitale archeologica del Continente Americano e sede della città di pietra del Macchu Picchu. Fra le centinaia di huaynos tuttora conosciuti spicca la "Valicha", titolo che tradotto dalla lingua quechua significa "bel fiore". Pur rimanendo saldamente legato alla tradizione incaica, estremamente presente nel disegno dei costumi, questo ballo ha valicato i confini peruviani affermandosi ovunque sia giunta la cultura folclorica andina.

 

CARNAVAL DE CAQCAS (Perù)

  

Si tratta di una danza nata ai tempi dell'impero Inca e tuttora molto popolare nella Provincia di Canas, in Perù. La coreografia tratta il tema della semina da un punto di vista inconsueto, in quanto i protagonisti della danza non sono tanto gli uomini intenti ai lavori agricoli, quanto gli uccelli attratti dai semi sparsi nei campi. L'eredità culturale incaica è ben rappresentata sia dalla foggia dei costumi sia dalle armonie musicali di sapore antico, basate essenzialmente sull'uso di percussioni e strumenti a fiato.

 

SAYA (Bolivia)

Questa danza trae le sue origini da un insediamento di schiavi africani deportati in Bolivia nel 1615 nella regione di Yungas, al limitare della selva di La Paz. Nell’imitare le movenze e le melodie di costoro la tribù indigena degli Aymaras creò a sua volta una nuova sonorità e la fece propria, dando vita ad una nuova danza indigena. Con il passare del tempo tanto la musica quanto i costumi si sono evoluti perdendo in parte le loro peculiarità