Cinquecento
anni dopo l'impresa di Cristoforo Colombo, per iniziativa dell'omonimo
centro culturale, nasce a Roma
il Balletto dell'America Santa Lucia. Il costante impegno e la
profonda conoscenza delle tradizioni folcloriche sudamericane della
coreografa e fondatrice Hortensia
Calderón, uniti all'affiatamento e alla passione degli altri
ballerini, hanno portato nel corso degli anni alla formazione
di un repertorio
molto vasto, dimostratosi in grado di catturare l'attenzione e
l'entusiasmo degli spettatori nell'arco di numerose rappresentazioni.
Mediante
le musiche e le coreografie vengono rappresentati i sentimenti più
radicati dei popoli latino-americani, con scenari che spaziano
attraverso i più vari temi della quotidianità, dalla celebrazione
dei riti agricoli alle tradizioni religiose, ai rituali di
corteggiamento.
Attraverso
lo snodarsi delle danze prende vita un itinerario che origina da
antiche reminiscenze precolombiane, si fonde con la cultura acquisita
dai coloni europei e si arricchisce di ritmi e percussioni tribali di
origine africana.
La
ricerca storica alla base del progetto Santa Lucia non si ferma alle
musiche e alle coreografie, bensì si spinge fin nei più minuti
dettagli degli indumenti, degli accessori e delle acconciature.
Ogni
coreografia è caratterizzata da un particolare accostamento di
costumi ed ornamenti realizzati esclusivamente con materiali originali
e secondo gli schemi propri della tradizione.
Lo studio
delle origini delle danze, dei passi tradizionali e delle leggende
popolari che ruotano attorno a questo mondo di suggestione e cultura
conferiscono alle esibizioni del Balletto dell'America Santa Lucia il
sapore di un racconto narrato attraverso il linguaggio del movimento e
del suono anziché a parole. Il presentatore, come una sorta di voce
fuori campo guida la platea attraverso la vita, i sentimenti e le
fatiche dei discendenti dell'Impero del Sole, fornendo di volta in
volta le chiavi di lettura necessarie a vedere senza limitarsi a
guardare.